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Cultura e produzione settembre 2026 concluso

dAS Festival 2026: la direzione tecnica e Le Sacre du Printemps con sessantadue diffusori

Quattro giorni di danza, musica e parola in una dozzina di luoghi di Piacenza. Noi alla direzione tecnica, e dentro la serata che ha messo il pubblico al posto dell’orchestra: Le Sacre du Printemps di Xavier Le Roy.

Xavier Le Roy, in camicia rossa, dirige il pubblico seduto nel salone del Conservatorio Nicolini; alle spalle l’organo.

Dal 17 al 20 settembre 2026 Piacenza ha ospitato la quarta edizione del dAS Festival, ideato e diretto da Riccardo Buscarini per l’associazione De Arte Saltandi. Il titolo era Tema e Variazioni: i classici, e quello che succede quando qualcuno li riprende in mano.

Gianmarco Romiti ne ha firmato la direzione tecnica. Vuol dire una cosa semplice da dire e lunga da fare: che ogni appuntamento trovi lo spazio pronto.

Una dozzina di luoghi, nessuno uguale

Un auditorium, l’atrio e il primo piano di un liceo razionalista, un palazzetto, la serra e il prato di un palazzo, una galleria, due teatri, una biblioteca, una chiesa barocca sconsacrata, il salone del Conservatorio, un salone d’onore. In quattro giorni ci sono passati concerti, duetti di danza, conferenze, una serata di video-danza con giuria internazionale, un concerto di musica elettronica a chiudere.

Ogni luogo chiede un impianto diverso e ha regole diverse: dove si può appendere, dove passa la corrente, quanto tempo c’è fra uno spettacolo e il successivo. La direzione tecnica è la tabella che tiene insieme tutto questo, e le persone che la fanno rispettare.

Le Sacre du Printemps, con il pubblico al posto dell’orchestra

Domenica 20 settembre, alle 19, il salone del Conservatorio Nicolini ha ospitato Le Sacre du Printemps di Xavier Le Roy, di e con lui, nel ventesimo anno dalla creazione. È l’appuntamento che abbiamo co-curato: il programma lo presenta «in collaborazione con Conservatorio G. Nicolini e XNL Musica, grazie al M° Roberto Solci e a Gianmarco Romiti».

Il pezzo è nato nel 2007. Le Roy ha studiato i gesti di Sir Simon Rattle che prova la Sagra della primavera di Stravinskij con i Berliner Philharmoniker, e li rifà di fronte al pubblico, come se il pubblico fosse l’orchestra. Le sedie sono disposte come i posti degli strumentisti. La musica, la registrazione dei Berliner diretti da Rattle, non arriva da due casse ai lati: arriva da diffusori appoggiati a terra e sistemati sotto le sedute, così che ogni spettatore senta la parte che suonerebbe chi siede al suo posto. Nel disegno sonoro originale, firmato da Peter Böhm, quei punti sono quarantotto.

Sessantadue diffusori in un salone storico

Per farlo suonare al Nicolini abbiamo messo in campo sessantadue diffusori, subwoofer compresi. Un progetto molto grande, e il nostro parco audio schierato quasi per intero:

  • quarantotto Achat 104, i diffusori compatti sotto e fra le sedie: uno per ogni punto dell’orchestra;
  • otto Achat 110, quattro Achat 208 e i subwoofer, per il corpo del suono in sala;
  • dieci finali a quattro canali per i compatti, i finali delle teste e dei sub, il processore di sistema;
  • due rack da dodici unità e il cavo di potenza, tagliato e intestato da noi.

A fine serata il festival ha consegnato a Le Roy la Moneta d’Oro per l’Innovazione Coreografica, novità di questa edizione.

Nel salone del Nicolini un uomo mette al collo di Xavier Le Roy, in camicia rossa, la Moneta d’Oro; intorno, in piedi e sedute, persone che applaudono.
La consegna della Moneta d’Oro a Le Roy, nel salone del Nicolini.

Che cosa ci portiamo a casa

Un impianto da sessantadue diffusori montato e tarato dentro un salone storico, nel giorno di chiusura di un festival con altri appuntamenti in città. La parte dei diffusori compatti è la stessa configurazione che trovate nel configuratore del service audio, alla voce Installazione e mostra: adesso sappiamo per esperienza che cosa chiede, in tempo e in cavo.

Ne ha scritto Renzo Francabandera su Paneacquaculture.

Foto: Veronica Billi.