The Four Turandot: un’opera da attraversare
Otto recite in quattro teatri, fra Stati Uniti, Italia, Corea e Cina, riprese per ricostruire Turandot in realtà virtuale: suono, gesti, volti, teatri.
The Four Turandot (T4T) è un progetto di internazionalizzazione finanziato dal PNRR, con capofila il Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano e il Nicolini fra i partner: la Turandot di Puccini portata in scena con il doppio cast, due recite per teatro, in quattro teatri — Augusta, negli Stati Uniti, Milano, Daegu in Corea del Sud, Hangzhou in Cina — e poi ricostruita in un ambiente virtuale, da vivere anche con un visore.
Su incarico del Nicolini, GR Studio ne ha la responsabilità scientifica. Nell’incarico c’è scritto così: direzione del progetto, programmazione del software, scansione 3D degli ambienti, modellazione di sale e volti, campionamento acustico, coordinamento degli eventi dal vivo e della produzione, ricerca e test con i partner.
Il progetto ha un suo sito, fatto da noi: The Four Turandot, con le quattro tappe e i quattro finali dell’opera.
Prima di partire
Una tournée comincia dalla scheda tecnica: che cosa serve al teatro che ospita, che cosa portiamo noi, come si parlano due squadre tecniche che non condividono una lingua. In inverno abbiamo pianificato le missioni una per una; a gennaio i sopralluoghi in Sala Verdi, a Milano, con le prime prove di acquisizione.
Che cosa abbiamo portato a casa
Da ogni recita, quattro cose:
- il suono nello spazio — registrazioni Ambisonics, che conservano la posizione dell’orchestra e degli interpreti mentre si muovono;
- la firma acustica del teatro — le risposte all’impulso di ogni sala, per far suonare il teatro virtuale come quello vero;
- il gesto — i movimenti degli interpreti, rilevati con un sistema OptiTrack a infrarossi e con camere a 360°;
- i volti e i costumi — la scansione di tutti gli interpreti, dei due cast, con trucco e abiti di scena.

Il teatro in 3D
Dopo la Cina il lavoro si è spostato nei laboratori di XNL Musica e del Conservatorio, a Piacenza. Lì i teatri vengono ricostruiti in tre dimensioni — platea, galleria, boccascena, graticcia — e gli interpreti tornano in scena come personaggi digitali. Accanto alla piattaforma per la realtà virtuale stiamo scrivendo un secondo software, che gestisce le risposte all’impulso raccolte nei teatri e le applica agli ambienti virtuali.
A maggio è venuta a Piacenza la direzione del Dancz Center della University of Georgia, partner di ricerca del software: giorni di revisione insieme, sul metodo e sul codice.
Un estratto: «Nessun dorma»
È un video dimostrativo: Calaf, il palco e la sala sono interamente ricostruiti.
E poi
Lo stesso laboratorio lavora a Oriental, il progetto che nel 2025 ci ha portati a Expo Osaka: là un concerto ripreso a 360°, qui un’opera da attraversare.
Dalla stampa
Il 14 aprile 2026 Libertà ha dedicato due pagine ai progetti internazionali del Nicolini, con The Four Turandot in apertura. Lì Gianmarco ha spiegato che «il cuore del progetto è un software sperimentale sviluppato dopo tre anni di ricerca con la University of Georgia».
