GR STUDIO SRL

Crescendo

Un viaggio nei nostri lavori, da via Santa Franca ai teatri del mondo

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Il vostro browser non mostra la scena in 3D: qui sotto trovate lo stesso viaggio, luogo per luogo.

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Via Santa Franca, di notte

Al 36 XNL, l’ex sede Enel del 1907 restaurata nei tre grigi di Morandi; al 35, di fronte, il Conservatorio Nicolini, nell’ex monastero di Santa Franca ricostruito nel 1949; al 33 il Teatro dei Filodrammatici, che era la chiesa. Fra questi portoni passa, dal 2016, gran parte del nostro lavoro. Scorrete: il punto di ripresa si muove con voi.

La facciata di XNL in via Santa Franca, di giorno: tre piani, dodici finestre; in quelle del piano terra i manifesti di XNL Cinema e Teatro e le lettere N e L.

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XNL, la facciata

Per l’apertura di XNL Musica, il 3 maggio 2024, la facciata è diventata uno schermo. Queste sono le dodici maschere del nostro patch di prova, una per finestra, nell’ordine in cui le avevamo disegnate. Il punto di vista è la terrazza dell’esedra, dall’altra parte della via.

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Piano terra, Oltre le nuvole

Dal 2 aprile al 5 luglio 2026 il piano terra di XNL era il percorso sonoro di Oltre le nuvole, la mostra sul cielo di cui Gianmarco era uno dei tre curatori. L’abbiamo progettato, fornito e montato noi: dieci diffusori lungo il salone, fra le installazioni, poi in fondo la stanza d’ascolto a 16.2 canali, chiusa dai teli neri, con la nuvola di LED che segue il suono. Più di ottomila visitatori.

Il piano terra è ricostruito dalle piante di XNL e dalle foto di Daniele Signaroldi; le opere sono evocate, non riprodotte.

La stanza d’ascolto di Oltre le nuvole nel buio: una nuvola di LED bianchi aggrovigliati dentro un cilindro di rete metallica, sospesa sopra i diffusori appesi ai cavi d’acciaio, davanti ai teli neri. Foto di Daniele Signaroldi per XNL Piacenza.

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Piano -1, la Sala Ambisonic

Sotto la via ci sono le quattro sale di XNL Musica, che abbiamo seguito dallo studio acustico al collaudo. In questa sedici diffusori, disposti a sfera, portano il suono tutto intorno a chi ascolta.

Con il suono acceso, la sorgente vi gira intorno: meglio in cuffia.

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Si attraversa la via

Dal 36 al 35: nove metri e mezzo di strada. Fra le due sedi abbiamo progettato il collegamento in fibra e la rete condivisa, con l’audio Dante: oggi la fibra è posata e la rete è attiva, per registrare e produrre dall’una all’altra. Il cancello, il giardino nell’esedra, l’arco in mezzo: si entra.

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Il chiostro, 6 luglio 2025

Il chiostro del monastero, con la loggia al piano di sopra. Il gran finale di MusicMediale: prima un doppio quintetto con le percussioni, poi l’ala di fondo in videomapping, curato da Ali Hosseini, Gianmarco Romiti e Riccardo Dapelo. Le sedie rosse sono quelle della sera.

Il chiostro del Conservatorio la sera del 6 luglio 2025: il pubblico sulle sedie rosse e la facciata del portico coperta di linee di luce dorate.

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Sotto il portico

Un arco per lavoro: la tecnologia rinnovata con i bandi, il software, il sito, le stampanti, le riprese, il giornale, i social. In fondo, ancora vuota, la Sala Atmos che stiamo progettando.

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Il Salone

La sala dei concerti, con l’organo Tamburini del 1975: quattro tastiere, 68 registri, a lungo il più grande organo meccanico d’Italia. Ne abbiamo coordinato il rifacimento tecnologico con Newside, dalla rete alla regia, e a settembre 2026 ci abbiamo messo sessantadue diffusori. Ogni registro è uno dei nostri mestieri: tirateli.

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Sopra i tetti di Piacenza

La città è quella vera, dalle piante dei palazzi: il Duomo, Sant’Antonino, il Gotico. Il resto del nostro lavoro parte da qui e va lontano: le luci all’orizzonte sono nella direzione vera di ogni luogo, da Pontenure a Osaka. Sei di quei luoghi li abbiamo ricostruiti: continuate a scorrere.

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Athens, la Dancz Hall

La black box del Dancz Center for New Music, alla University of Georgia: la passerella dei fari sui quattro lati, i velluti neri, il pianoforte in mezzo, l’impianto EAW 16.4 per l’audio in 3D. Nel 2023 l’abbiamo fotografata più di novemila volte e ricostruita, con il suo suono: qui la vedete nascere dai punti della scansione.

Il modello in Blender e Unreal Engine 5 è quello della ricerca; questa è la sua versione leggera, per il browser.

La Dancz Hall vuota: il pianoforte a coda al centro della sala nera, le luci appese alla griglia, i diffusori sulle aste.

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Augusta, il Miller Theater

Si arriva da Broad Street, sotto la pensilina luminosa e la scritta al neon. Il cinema-teatro del 1940, Art Moderne, riaperto nel 2018 dopo sette anni di restauro: 1.300 posti fra platea e galleria, i due murali dipinti a mano ai lati del boccascena. Qui il 7 febbraio 2026 The Four Turandot ha fatto le prime due recite. È il primo teatro che abbiamo ricostruito in 3D: scorrendo, le luci passano da quelle di base alla sala accesa, poi lo spettacolo in bianco, la notte blu con la luna e il rosso imperiale.

La sala viene dalle viste del nostro modello in Unreal Engine 5, con i suoi cinque stati di luce; questa è la sua versione leggera, per il browser.

Il Miller Theater nel nostro modello 3D, visto dalla balconata a luci accese: il palco con la conchiglia di pannelli chiari, i murali ai lati del boccascena, l’americana con i fari e le casse, i pannelli rossi sulle pareti, le poltrone rosse.

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Milano, la Sala Verdi

Si arriva dalla piazzetta di via Conservatorio, accanto a Santa Maria della Passione. La sala grande del Conservatorio «Giuseppe Verdi», capofila di The Four Turandot. A febbraio 2026, dopo Augusta, la tournée è arrivata qui. L’avevamo fotografata vuota, scatto per scatto, per la scansione: le vele bianche del soffitto con le strisce di luce, i muri a doghe, il palco di abete con i gradoni del coro e, in alto, la mostra dell’organo. Scorrendo, le luci cambiano come negli altri teatri di T4T.

La sala viene dalle nostre foto per la scansione; questa è la sua versione leggera, per il browser.

La Sala Verdi vuota, vista dalle ultime file: le poltrone grigio azzurre in discesa verso il palco di legno chiaro, i muri a doghe, il bianco sopra e, sul fondo, la mostra dell’organo.

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Daegu, il Keimyung Art Center

Si arriva dal colonnato bianco dell’ingresso. Il 12 e il 13 marzo 2026 The Four Turandot è andata in scena qui, in Corea del Sud: un grande teatro d’opera con le poltrone rosse, i muri a pannelli di legno chiaro e tre gallerie. Il 13 abbiamo fotografato il palco e la buca dell’orchestra per la scansione. Scorrendo, la sala passa da piena a mezza luce, poi lo spettacolo in bianco, la notte blu e il rosso imperiale.

La sala viene dalle nostre foto per la scansione; questa è la sua versione leggera, per il browser.

Il Keimyung Art Center visto dalla platea: le poltrone rosse, la buca dell’orchestra, il boccascena nero e in scena la stanza bianca illuminata, fra i muri di legno chiaro.

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Hangzhou, lo Zhejiang Conservatory of Music

Il 15 e il 16 aprile 2026 The Four Turandot è andata in scena qui, l’ultima delle quattro tappe dopo Augusta, Milano e Daegu. Il teatro l’abbiamo ricostruito in 3D con le sue luci: scorrendo, la sala passa da piena a mezza luce, poi lo spettacolo in bianco, la notte blu e il rosso imperiale.

La sala viene dalle viste del nostro modello, con i suoi cinque stati di luce; questa è la sua versione leggera, per il browser.

Il teatro dello Zhejiang Conservatory of Music nel nostro modello 3D, visto dal palco a luci accese: la platea con le poltrone viola, le terrazze sui fianchi, la balconata, le gallerie lungo i muri e il soffitto a onde con le luci a puntini.

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Osaka, l’Arena Matsuri

Expo 2025, Yumeshima: lo spazio all’aperto per i grandi eventi, con il palco coperto e il prato per sedicimila persone. Il 20 e il 21 agosto 2025 ha suonato l’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori Italiani; noi l’abbiamo ripresa a 360° con l’audio immersivo, dalla regia in mezzo al prato. La scena è quella delle nostre foto, al tramonto.

Il Grand Ring, l’anello di legno di due chilometri, sta a est dell’arena: qui è disegnato a distanza approssimata.

L’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori Italiani sul palco dell’Arena Matsuri: le cantanti davanti ai leggii, il bassista, la batteria, e dietro il grande schermo che li riprende.

Gli edifici stanno dove stanno davvero: le piante vengono da OpenStreetMap (© OpenStreetMap contributors, ODbL), le misure e i dettagli dalle nostre foto. La facciata di XNL viene dalle nostre foto; il chiostro, le sedie e il videomapping sono ricostruiti dalle nostre foto della sera del 6 luglio 2025; il Salone e l’organo dalle nostre foto della sala. La Dancz Hall e l’Arena Matsuri sono ricostruite dalle nostre foto, dai nostri modelli e dalle schede pubbliche dei luoghi; il Miller Theater e il teatro di Hangzhou dalle viste dei nostri modelli, ciascuno con i suoi cinque stati di luce; il muro di led di Osaka mostra un fotogramma della nostra ripresa. Le immagini nelle finestre e sotto il portico sono le copertine dei lavori. Il suono è generato dal vivo nel browser.